15/10/2023
Art 6 - Organizzazione
Quando mi è venuta voglia di scrivere un articolo sull’organizzazione, ho subito pensato a come poterlo collegare alla palestra…
E la prima situazione che mi è venuta in mente è quella del lavoratore medio che finisce di lavorare alle 17:00 e si reca in palestra prima di tornare a casa per cena.
Poi ho realizzato che non avrei avuto l’audience giusta per parlare in questi termini.
(Anche se in realtà non conosco under 20 yo che leggono blog)
Quindi, per coinvolgere meno lettori possibili, ho deciso di parlare della mia organizzazione, facendo quindi riferimento alle mie esperienze ancora una volta.
Prima però voglio specificare il perché ho deciso di parlare di un’organizzazione che non cattura l’attenzione di nessuno e il motivo per il quale la mia organizzazione nello specifico non dovrebbe interessare nessuno…
In primo luogo, io scrivo anche per me stesso e attualmente necessito di riorganizzare le idee riguardo l’argomento in questione.
In secondo luogo, piuttosto che parlare, come specificato sopra, della situazione del lavoratore medio coinvolgendo pochi lettori e rendendo inoltre la scrittura più noiosa per il sottoscritto, ho deciso di parlare della mia organizzazione; probabilmente è pure più piacevole da leggere per alcuni…
In terzo luogo, il motivo per il quale la mia organizzazione non coinvolge più di tanto la mia audience teorica lo scoprirai qui sotto…
Possiamo iniziare.
Non so se l’ho già scritto da qualche parte in questo blog, ma è da più di 6 mesi che ho iniziato ad organizzarmi.
Il motivo?
Ero arrivato ad un punto in cui le task giornaliere erano abbastanza da rendere necessaria un’organizzazione giornaliera.
Aspetta ho realizzato adesso che la parola “organizzazione” in sé potrebbe creare fraintendimenti…
Quello che intendo spiegare in questo articolo è l’organizzazione delle task, parlando della mia esperienza con il time blocking, To-do list, pomodoro e quelle che possono essere chiamate tecniche di organizzazione.
Torniamo a noi.
Arrivando ad avere un certo numero di task giornaliere, ho iniziato a sentire l’esigenza di dedicare uno spazio ad ognuna di esse lungo l’arco della giornata.
Ho iniziato provando la tecnica del time blocking per poi scoprire, fortunatamente poco dopo, che, oltre a non fare per me, la stavo attuando male.
Stavo sfociando nella produttività tossica…
Successivamente mi sono buttato quindi quasi subito nella tecnica della To-do list.
(La tecnica che tutt’ora uso maggiormente)
Ovvero la versione meno stressante per quanto riguarda la mia situazione e la mia opinione.
Consiste in poche parole nel creare una lista di task da fare, le quali verranno spuntate dopo essere state fatte.
E subito ho notato un miglioramento!
Ero meno stressato e facevo generalmente meglio le task.
Arrivando ad oggi, utilizzo diverse tecniche di memoria come quella del pomodoro e sto provando ogni tanto a time blockare delle giornate, anche se la principale rimane la to-do list.
Ma arrivando al succo dell’articolo, quali sono le mie attuali task che mi portano ad avere bisogno di utilizzare tecniche di time management?
Attualmente le mie task giornaliere principali sono:
– Palestra
– Studio scolastico (ultimo anno di superiori)
– Lettura
– Lavoro (di recente aggiunto per puro masochismo)
– Scrittura
– Meditazione
– Apprendimento al di fuori della scuola
Quelle meno impegnative/di secondaria importanza invece sono:
– Bere 2 bottiglie d’acqua
– Giocare a scacchi
– Studiare per la patente (al momento non ci sto mettendo troppo impegno quindi l’ho messa nella lista delle secondarie)
In conclusione, intendo far presente che l’organizzazione ha salvato la mia sanità mentale e che se anche tu avessi delle giornate parecchio piene, ti consiglio di prendere seriamente in considerazione l’idea di organizzarti con delle tecniche specifiche.
Luca.
