07/04/2024

Art 31 - Allenamento a Sentimento

Diversi articoli fa ho espresso il mio punto di vista riguardo al fare la dieta in modo preciso, contando i macro.

E, detto brevemente, in quell’articolo il messaggio era il seguente:

“Essere fissati con la dieta ti stressa e ti fa perdere il bello della palestra, facendoti quindi vedere solo l’obiettivo e non il percorso.”

Ecco, il messaggio circa è quello anche in questo articolo, solo che questa volta è in relazione all’allenamento in sé.

Più nello specifico, al conteggio dei tempi di recupero e al mondo del progresso del carico con i relativi calcoli sui pesi e sulle ripetizioni.

Disclaimer: come detto nell’articolo 9 (quello sulla dieta), ribadisco anche in questo articolo che il pensiero espresso di seguito è puramente personale e assolutamente non provato scientificamente; quindi prendilo con le pinze.

Iniziamo!

Cosa intendo con “allenamento a sentimento”?

Intendo una filosofia di allenamento senza schemi precisi in relazione, come detto nelle scorse righe, al carico progressivo e a tutto ciò che ne concerne.

In prima persona, io vado in palestra per divertirmi e staccare la testa; e non ho la minima voglia e intenzione di stare a fare dei calcoli per ottimizzare al massimo il risultato.

Per un semplice motivo: per me, il percorso in sala pesi è una maratona e non una cento metri, quindi voglio godermelo a pieno rendendolo il più rilassato possibile con l’obiettivo di ottenere un percorso duraturo negli anni senza rischiare di mollare perché diventato troppo complesso e ricco di clausole limitative.

Quindi, detto in modo più pragmatico: non tengo i tempi di recupero e non mi interessa il progresso del carico.

Sia per quanto riguarda i tempi di recupero che per il progresso del carico, il concetto è parziale, non totale; nel senso che comunque cerco di migliorare i miei carichi tra un allenamento e l’altro e comunque mi piace avere una intensità elevata (soprattutto quando ho poco volume) per evitare di perdere il ritmo.

Il punto però è il seguente:

Sei sicuro che in vista di una maratona, come può essere il percorso in sala pesi, ti convenga essere fiscale sui tempi di recupero e sul progresso del carico quando magari non hai nemmeno un anno di allenamento alle spalle?

Per me, come per la dieta, la risposta è no.

Allo stesso tempo, però, ammiro chi è preciso in queste cose e che comunque rimane costante e riesce a divertirsi allo stesso tempo nei propri allenamenti.

Prima di concludere, voglio parlarvi di un “ma”.

Perché come in tutti i pensieri c’è un “ma” alla fine, che è il seguente:

Nel momento in cui magari hai diversi anni di allenamento alle spalle e non riesci più a ottenere risultati che ti soddisfano in relazione all’effort investito nel proprio percorso, forse conviene considerare anche l’idea di tenere d’occhio le altre sfere del percorso in palestra, come la dieta, i recuperi e i carichi in modo più preciso.

Luca.