31/03/2024

Art 30 - Capire perché vai in palestra

Capire perché vai in palestra

Voglio iniziare l’articolo con la seguente domanda:

Perché vai in palestra?

Che è diverso da ‘perché hai iniziato la palestra’…

La risposta che probabilmente hai in testa in questo momento è quella che Simon Sinek, autore di ‘Partire dal perché’ (libro che ho da poco finito di leggere), chiamerebbe ‘il tuo perché’.

O forse no…

Ma che cosa è un ‘perché’?

È quel qualcosa che intrinsecamente ti porta a prendere decisioni in funzione del raggiungimento di una costanza.

Quel motivo che ti permette di essere disciplinato in un’attività che, portata avanti nei giorni, ti conduce all’obiettivo prefissato.

Ecco, nel caso della palestra, il mio ‘perché’ è abbastanza astratto e, come molti ‘perché’, è difficile da spiegare a parole.

Attualmente, infatti, mi verrebbe da dire ‘perché mi piace’…

Cercando di andare in profondità con le motivazioni che mi spingono ad andare in palestra dopo due anni, infatti, mi vengono in mente dei benefici, come:

Il raggiungimento di un’energia che mi fa sentire vivo post allenamento.

oppure come:

La felicità che si scatena ogni volta che mi guardo allo specchio e penso al percorso e al miglioramento che ha fatto il mio fisico.

Il ‘perché’ in sé però non riesco a definirlo e forse non è nemmeno definito nella mia testa.

Ma perché dovresti cercare il tuo ‘perché’?

Facciamo prima un passo indietro…

Qualche articolo fa (articolo 21) ho parlato di come puoi ingannare il tuo cervello per ottenere una maggiore costanza negli allenamenti;

Beh, ho riflettuto a riguardo e in effetti può tornare utile come stratagemma all’inizio del proprio percorso, magari per prendere l’abitudine… però allo stesso tempo ho realizzato che a lungo termine esistono modi più interessanti ed efficaci per raggiungere lo stesso risultato.

E il libro citato nelle scorse righe posso dire che mi ha aperto gli occhi a una visione alternativa a riguardo!

Il problema sorge nel momento in cui si vogliono applicare empiricamente i concetti di questo suddetto libro.

Infatti è da un po’ che rifletto a riguardo con l’intenzione di portare un articolo sul blog nel momento in cui avessi trovato il mio ‘perché’.

Poi però mi sono reso conto che, anche se l’avessi trovato, non sarei riuscito a esprimerla efficacemente a parole, a causa della natura stessa del ‘perché’…

Ma rispondiamo quindi alla domanda… perché dovresti impegnarti anche tu, come sto facendo io nell’ultimo periodo, a cercare il ‘perché’ del tuo percorso?

Perché è fondamentale per raggiungere una disciplina duratura negli anni.

Cosa cambia realmente però dal ‘perché’ al concetto espresso nel capitolo 21?

Sembra sottile la differenza, ma a lungo termine cambia completamente la partita.

Quello che credo io è che noi possiamo avere due tipi di motivazioni:

-una motivazione intrinseca -una motivazione estrinseca

Quella definita nell’articolo 21 fa parte del gruppo ‘estrinseco’, se così vogliamo definirlo, dato che è una sorta di manipolazione che ci applichiamo a noi stessi.

Il ‘perché’ invece fa parte del gruppo intrinseco e di ispirazione.

Per farti capire meglio la differenza, e per farla capire anche ai non lettori dell’articolo 21, vi faccio un altro esempio.

La motivazione estrinseca è quella che puoi trovare su TikTok o su YouTube (ahimè, purtroppo anche nei social di spessore si trova della feccia) sottoforma di “video motivazionali” in cui ci sono persone che  ti insultano dicendoti cose del tipo “alza il culo dal divano pigro fallito e vatti ad allenare”. 

Mentre quella intrinseca viene da te ed è duratura nel tempo ed efficace anche nei periodi più complessi e stressanti in cui la motivazione estrinseca non basterebbe a ‘farti alzare il culo dal divano per andarti ad allenare’.

La vera forza del perché quindi è dovuta dal fatto che conosci il motivo per cui stai andando in palestra, che non è solo per raggiungere un risultato estetico, ma qualcosa di più profondo che va oltre la tua voglia di andare o no in palestra un determinato giorno e che ti porta quindi ad essere costante nel tempo.

Luca.