24/03/2024
Art 29 - Paragonare i tuoi progressi a quelli degli altri
È risaputo che noi esseri umani tendiamo a paragonarci agli altri in diversi aspetti e ambiti della vita; è altrettanto noto che non dovremmo farlo perché, si dice, può portare esclusivamente a un risultato negativo.
Ecco, il mio pensiero a riguardo è concordante con le righe soprastanti solo in parte, in quanto credo possa avere dei risvolti semipositivi.
Secondo me, è tanto vero il fatto che paragonarsi agli altri possa abbassarti l’autostima, perché qualcun altro ha un fisico dal soggetto desiderabile, quanto il fatto che possa alzartela perché ti paragoni a qualcuno in cui ti vedi il te del passato.
Mi spiego meglio!
Per me, le categorie in cui è possibile classificare i soggetti con cui puoi paragonarti sono due:
Quella che comprende i soggetti che stanno affrontando il tuo stesso percorso, ma che sono più indietro di te; e quella dei soggetti che giocano un’altra partita.
Realisticamente parlando, a chi non dà soddisfazione il paragonarsi a una persona più indietro di te nella tua stessa partita?
A nessuno, credo…
Il paragonarsi invece a qualcuno che gioca un’altra partita non ha senso, a mio parere, e può solo portarti a risultati negativi.
Esistono chiaramente altre variabili che non ho menzionato, come i soggetti che giocano la tua partita ma che sono più avanti di te, ma credo che non abbia più di tanto senso approfondire le categorie per rendere questo articolo di valore.
Ma avviamo verso il succo dell’articolo!
E lo faremo con una domanda, quella domanda che secondo me è fondamentale da porsi per sviluppare l’inizio del pensiero che voglio passarti con questo articolo:
Perché ti paragoni agli altri?
Lo fai perché, come me, ti stimola ad andare avanti e a migliorarti sempre di più in quello che fai o per altri motivi?
Ma questi motivi ti portano a fare dei paragoni che ti portano risultati positivi o negativi?
Penso di lasciarti con questa riflessione da sviluppare, dato che questo penso sia il modo migliore per terminare l’articolo…
E spero di ritrovarti nel prossimo articolo con un pensiero più sviluppato e concreto.
