03/03/2024

Art 26 - L'arte dello spotting

Oggi voglio parlarti del mio legame con lo spotting in palestra.

Ma che cos’è lo spotting?

Per me è un’arte; è quella cosa che ti permette di spingerti oltre e di aiutare gli altri a superare i propri limiti durante un allenamento.

La definizione che spesso viene data è la seguente: “assistere e proteggere chi sta sollevando pesi in certi esercizi più pericolosi.”

Per quanto mi riguarda, però, credo che sia una descrizione incompleta.

In realtà, penso che si avvicini maggiormente un’altra definizione trovata online che, però, riguarda il settore automobilistico.

Ovvero: “Persona che tiene costantemente sotto controllo sia il proprio pilota sia ciò che avviene altrove in pista.”

Penso infatti che lo spotter in palestra non abbia solo il compito di evitare che il soggetto protagonista dell’azione si infortuni, ma che abbia anche il compito di aiutarlo a superare i suoi limiti, dove non riesce normalmente ad arrivare da solo.

Cosa intendo per limiti?

Sia limiti mentali, dovuti dalla paura di infortunarsi, ma che grazie ad uno spotter riesci ad oltrepassare; ma anche limiti fisici per quanto riguarda il rendimento muscolare… grazie ad uno spotter è possibile fare quelle 2 ripetizioni finali in più che da solo non avresti fatto.

Adesso però lasciamoci le definizioni alle spalle e iniziamo a parlare del rapporto che ho io con l’arte dello spotting!

Io credo che lo spotting possa cambiare completamente un allenamento.

Avere una persona che ti fa sentire sicurezza anche con carichi sfidanti o nuovi, che ti motiva e che ti fa chiudere quelle 2 ripetizioni finali in più è la svolta.

Nel calcio il coach ha 2 compiti solitamente: motivarti e dirti come agire nelle diverse situazioni.

In palestra però lo spotter non è solo un coach… in palestra lo spotter fa tanto altro e credo che non sia minimamente paragonabile ad una persona che ti urla dalla panchina quello che devi fare mentre tu corri come un pazzo nel campo.

Beh, arrivato a questo punto mi resta solo da argomentare il perché di questo articolo e i vantaggi che puoi trarne a livello interiore.

Questo blog infatti, per chi non lo sapesse, è nato con lo scopo di mettere in relazione la crescita interiore con la palestra e per ogni articolo argomento il perché che ho trovato io riguardo all’argomento dell’articolo stesso.

Quindi quale è il perché di questo articolo?

L’arte dello spotting a parer mio concerne molti perché, quello che però regna sovrano su tutti gli altri è ancora lo stesso: la creazione di relazioni con altre persone.

Nonostante tutti i vantaggi pratici, riguardanti l’allenamento in sé, citati in precedenza, il vantaggio principale rimane lo stesso di molti altri articoli su questo blog.

Mi dispiace per tutti quei lettori che non riescono a cogliere questo enorme mondo della crescita interiore, o che magari non lo sfruttano a pieno come invece potrebbero.

Per salutarti voglio lasciarti con la seguente frase:

“La creazione di network ti cambia la vita, lo spotting anche l’allenamento”.

Luca.